Il camino, simbolo di comfort e tradizione domestica, cela un difetto strutturale che pochi considerano finché non ne affrontano gli effetti sul portafoglio: la dispersione di calore attraverso la canna fumaria. Quando il fuoco si spegne, il tiraggio naturale della cappa continua a operare in senso inverso. L’aria calda migra naturalmente verso l’alto, quella fredda esterna scende verso il basso. Il risultato? Un flusso invisibile ma continuo che aggredisce l’efficienza energetica dell’intera abitazione, trasformando la canna fumaria in un vero e proprio canale di dispersione termica.
Il problema non riguarda solo camini antichi o mal costruiti: anche quelli moderni installati secondo norma EN 13229 possono trasformarsi in risucchiatori di calore. Da una prospettiva termodinamica, il principio di convezione che alimenta la fiamma viva lavora contro di noi quando il camino è spento. Il tiraggio, quel fenomeno fisico che si basa sulla differenza di densità tra aria fredda esterna e fumi caldi e che risulta proporzionale all’altezza della canna fumaria, diventa un alleato indesiderato delle dispersioni termiche.
Eppure, gran parte delle famiglie trascura questo elemento quando valuta gli sprechi in bolletta durante l’inverno. La canna fumaria viene percepita come un componente passivo dell’abitazione, qualcosa che “c’è e basta”, senza considerare che continua a influenzare il bilancio energetico della casa anche quando non viene utilizzata per mesi. Comprendere le dinamiche di questo fenomeno, riconoscerlo nelle manifestazioni quotidiane e adottare contromisure efficaci può fare la differenza tra una casa confortevole e una che disperde energia preziosa senza che ce ne accorgiamo.
Le perdite di calore attraverso la canna fumaria: l’ingranaggio nascosto
In ambienti dotati di camino aperto o di camino con porta mal isolata, l’involucro della casa si comporta come un contenitore aperto sulla sommità. Anche quando il camino non viene utilizzato, la struttura stessa — canna fumaria, raccordi e chiusura superiore — può diventare una via privilegiata di dispersione. La letteratura scientifica conferma che i fumi che percorrono la canna scambiano calore con l’esterno e si raffreddano progressivamente lungo il percorso verticale. Quando le canne non sono adeguatamente isolate, questo scambio termico compromette il tiraggio durante l’utilizzo e crea dispersioni significative quando il camino è spento.
Le stime sulle perdite energetiche associate a camini non sigillati variano considerevolmente a seconda delle condizioni specifiche dell’abitazione, del clima locale e delle caratteristiche costruttive della canna. Nel settore dell’efficienza energetica domestica, le dispersioni sono spesso paragonabili a lasciare una piccola apertura costantemente esposta agli elementi per tutta la stagione fredda. Quantificare con precisione questo fenomeno richiede valutazioni caso per caso, considerando variabili come il volume riscaldato, il tipo di impianto di riscaldamento, l’isolamento generale dell’involucro edilizio e le caratteristiche specifiche del camino.
Le principali vie di dispersione includono la canna fumaria verticale in materiali ad alta conducibilità che non viene isolata termicamente, la serranda interna del camino che non si chiude completamente, le guarnizioni della porta del focolare secche o rotte e l’apertura del camino direttamente collegata al condotto, senza barriera termica. Si crea un flusso continuo: l’aria calda fuoriesce, quella fredda (e spesso umida) entra. Questo processo genera anche un discomfort percepito, ma viene raramente ricondotto al camino perché si manifesta come “pavimenti freddi”, “correnti d’aria inspiegabili” o sbalzi di temperatura tra diverse stanze.
Durante i mesi invernali, quando l’impianto di riscaldamento lavora per mantenere una temperatura confortevole, la canna fumaria aperta agisce come un bypass termico involontario. L’aria riscaldata dai termosifoni o dalla pompa di calore, più leggera e quindi soggetta a risalita per convezione naturale, trova nella canna fumaria una via di fuga privilegiata. Contemporaneamente, per il principio di conservazione della massa, aria fredda deve entrare nell’abitazione da qualche parte per compensare quella che esce: attraverso gli spifferi intorno alle finestre, sotto le porte o, paradossalmente, attraverso la stessa canna fumaria quando le condizioni di pressione si invertono.
Il risultato pratico è che l’impianto di riscaldamento deve lavorare di più per compensare queste perdite continue. Non si tratta solo di sprecare energia: si tratta di creare discomfort che spesso viene erroneamente attribuito a un impianto sottodimensionato o finestre inefficienti, quando invece la causa principale risiede in quella colonna d’aria verticale che attraversa la casa.
Blocare il flusso d’aria indesiderato: soluzioni semplici ed efficaci
Spezzare il flusso ascendente è l’azione più efficace che si possa intraprendere. Due soluzioni si distinguono per semplicità, efficienza e costo contenuto: il deflettore da camino e il pallone para-spifferi gonfiabile.
Il deflettore, noto anche come chimney balloon, è un cuscinetto ignifugo in lana minerale, fibra ceramica o gomma siliconica che si inserisce direttamente nella parte bassa della canna fumaria. Il suo obiettivo è creare un tappo flessibile che sigilla la sezione e ostacola il passaggio d’aria nei due sensi. Esistono varianti rigide in acciaio inox con guarnizioni EPDM, pensate per camini con forme irregolari o con esigenza di durabilità estesa.
Il pallone para-spifferi, invece, è un dispositivo gonfiabile in PVC ignifugo che si inserisce sgonfio nella canna fumaria e si riempie d’aria tramite una pompetta manuale. Si adatta a tubazioni cilindriche e ovali ed è particolarmente indicato per camini molto alti o inutilizzati da tempo.
Un aspetto spesso trascurato è che il deflettore migliora anche la qualità dell’aria interna: impedendo il richiamo d’aria fredda e inquinata dal tetto, riduce il ricambio incontrollato d’aria che spesso vanifica la ventilazione meccanica controllata o il funzionamento delle pompe di calore. L’installazione di questi dispositivi è alla portata di chiunque. Non servono competenze tecniche particolari: è sufficiente misurare correttamente il diametro della canna fumaria alla base, scegliere il dispositivo delle dimensioni appropriate e inserirlo seguendo le istruzioni del produttore.

La reversibilità è uno dei punti di forza di queste soluzioni. A differenza di interventi strutturali sulla canna fumaria, che richiedono lavori edili e costi elevati, i deflettori possono essere inseriti e rimossi secondo necessità. Chi utilizza il camino saltuariamente può rimuovere il dispositivo prima dell’accensione e reinserirlo al termine dell’uso. Chi invece ha smesso completamente di utilizzare il camino può lasciare il deflettore in posizione permanente, ottenendo una sigillatura continua per tutta la stagione fredda.
La manutenzione ordinaria: serrande e guarnizioni
Tutti i camini moderni sono dotati di serranda mobile interna (damper), pensata per regolare il tiraggio e bloccare il passaggio d’aria quando spenta. Ma con il tempo, la fuliggine, il creosoto e la dilatazione termica possono deformare il metallo o bloccare il meccanismo. Molti proprietari credono che la serranda sia chiusa quando in realtà non aderisce più perfettamente. Se il camino ha uno sportello in vetro ceramico, la tenuta dipende dalle guarnizioni perimetrali in fibra di vetro. Col tempo, queste bruciacchiano e perdono elasticità, lasciando passare aria.
Vale la pena effettuare ogni stagione tre controlli fondamentali: verificare il corretto movimento della serranda, guardare contro luce la porta chiusa e controllare se vi sono spifferi visibili e premere delicatamente la cornice della guarnizione per sentirne la resilienza. Una guarnizione nuova costa tra i 10 e i 40 euro, ma può migliorare significativamente la tenuta di un camino chiuso.
La manutenzione preventiva è spesso sottovalutata, ma rappresenta il primo passo verso un’efficienza energetica reale. Una serranda che non chiude completamente può vanificare gran parte dei benefici di un buon isolamento della canna fumaria. Allo stesso modo, guarnizioni usurate lasciano passare aria in quantità sorprendenti: anche fessure di pochi millimetri, distribuite lungo tutto il perimetro della porta, possono sommarsi creando un’apertura equivalente a diversi centimetri quadrati.
Con il camino spento e freddo, è sufficiente chiudere completamente la porta e osservare attentamente con l’aiuto di una torcia. Qualsiasi filamento di luce che passa attraverso le guarnizioni indica un punto di dispersione. Per chi vuole una verifica più accurata, è possibile utilizzare una candela o un bastoncino di incenso: avvicinando la fiamma ai bordi della porta chiusa, qualsiasi movimento d’aria sarà immediatamente visibile.
L’impatto sistemico sull’efficienza energetica
Un camino ben progettato e correttamente gestito non deve contribuire ai consumi energetici quando è spento. Chi vive in case con camino e impianto di riscaldamento centrale spesso non realizza che i due sistemi interagiscono. Se il camino è aperto o ha guarnizioni inefficaci, l’impianto a termosifoni dovrà compensare costantemente le perdite prodotte dalla canna fumaria. Il risultato è un ciclo termico squilibrato, con termosifoni che “non bastano mai” anche se l’impianto funziona perfettamente.
Chiudendo in modo efficace la canna fumaria si ottiene un miglioramento percepibile del comfort termico nelle stanze adiacenti al camino, una riduzione della necessità di cicli continui della caldaia e un miglioramento della performance termica dell’intera abitazione. Nelle abitazioni dotate di ventilazione meccanica controllata, la presenza di una canna fumaria non sigillata può alterare i flussi d’aria progettati, creando cortocircuiti nel sistema di ventilazione. Anche le pompe di calore, sempre più diffuse, risentono delle dispersioni: ogni perdita di calore non controllata riduce il COP della pompa, costringendola a lavorare più intensamente.
L’approccio sistemico all’efficienza energetica richiede di considerare l’abitazione come un insieme integrato di componenti che interagiscono tra loro. Sigillare la canna fumaria quando il camino non è in uso significa rimuovere un anello debole dalla catena, permettendo a tutti gli altri componenti del sistema di lavorare nelle condizioni ottimali per cui sono stati progettati.
Bastano pochi euro per trasformare una vulnerabilità in una risorsa
Bastano meno di 50 euro e mezz’ora di lavoro per trasformare una vulnerabilità strutturale in una risorsa energetica. Il deflettore, la guarnizione rinnovata o la serranda efficiente non sono solo dettagli: in una prospettiva di risparmio energetico domestico, sono interventi ad altissima resa. Se si considerano i mesi in cui il camino non viene usato — per molti circa l’85% dell’anno — il ritorno sull’investimento può essere tra i più rapidi che si possano ottenere in ambito edilizio residenziale.
L’efficacia di questi interventi risiede nella loro semplicità. Non richiedono permessi edilizi, non alterano l’estetica della casa, non necessitano di manodopera specializzata. Eppure, agiscono su un punto critico del bilancio energetico domestico che spesso viene completamente trascurato nelle diagnosi energetiche tradizionali. Molti proprietari investono migliaia di euro in nuove caldaie a condensazione, cappotti termici o infissi ad alte prestazioni, senza rendersi conto che una canna fumaria aperta può vanificare parte di questi investimenti.
La combinazione di più piccoli interventi è spesso la strategia più efficace ed economica per migliorare l’efficienza energetica di un’abitazione. Sigillare la canna fumaria, sostituire le guarnizioni delle finestre, isolare i cassonetti delle tapparelle, installare valvole termostatiche sui termosifoni: ognuno di questi interventi, preso singolarmente, può sembrare marginale. Ma sommati, creano una differenza percepibile sia in termini di comfort che di costi energetici. Ogni inverno porta con sé spese, ma anche opportunità: bloccare la perdita invisibile che esce dal camino è uno degli interventi più intelligenti per abitare una casa più calda, più stabile e meno dipendente dai rincari energetici.
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