Stasera in tv il gran finale di Sandokan con Can Yaman: la battaglia che trasforma il pirata in leggenda imperdibile

In sintesi

  • 🐅 Sandokan
  • 📺 Rai 4K, ore 21:30
  • 📖 Serie evento che racconta le origini di Sandokan, la Tigre della Malesia, con Can Yaman e Ed Westwick; un’avventura epica tra duelli, scelte morali e spettacolarità visiva, che reinterpreta il mito salgariano in chiave moderna e internazionale.

Sandokan, Can Yaman, Ed Westwick, la Rai 4K e il gran finale della serie evento Lux Vide tornano protagonisti stasera, 16 dicembre 2025, con gli episodi 7 e 8 che chiudono la prima stagione della nuova avventura dedicata alla Tigre della Malesia. Una serata che gli appassionati di serie tv e letteratura salgariana aspettavano da mesi, anche perché questo finale promette di definire – finalmente – la trasformazione del pirata in leggenda.

Sandokan in 4K: una serata imperdibile per gli amanti dell’avventura

Alle 21.30 su Rai 4K va in onda un blocco unico da 145 minuti che regala allo spettatore l’epilogo del racconto d’origine di Sandokan, reinterpretato da Can Yaman in una versione potente, fisica e sorprendentemente introspettiva. La produzione Lux Vide ha investito moltissimo nella resa visiva, e la visione in 4K è il modo migliore per apprezzare una serie che fa largo uso di virtual production, paesaggi tropicali e scenografie spettacolari.

Negli episodi in onda stasera, “Morte di un pirata” e “Il prezzo della riscossa”, tutti i fili narrativi arrivano al punto di rottura: Sandokan affronta il Sultano, Marianna deve scegliere tra il padre Guillonk, Brooke e i suoi sentimenti, mentre Yanez si trova davanti alla decisione più difficile della sua vita. Il tutto mentre Ed Westwick, nei panni di Lord James Brooke, porta in scena la sua versione dell’antagonista: ambizioso, manipolatore, quasi affascinante nel suo essere profondamente spietato.

Un nuovo Sandokan che sa guardare al passato senza esserne prigioniero

Se c’è una cosa che questa serie ha dimostrato, è che il mito salgariano può essere reinventato restando fedele allo spirito dell’originale. Gli appassionati del Sandokan del 1976 – quello epico di Kabir Bedi – hanno inevitabilmente confrontato le due versioni, ma la rilettura attuale si colloca su un piano diverso: è un’origin story, non un remake. Il Sandokan di Can Yaman è più giovane, più tormentato, meno “eroe perfetto” e più protagonista in costruzione. Da vero nerd del mondo salgariano, è interessante notare come questa versione rimetta al centro l’elemento profetico e identitario, un aspetto che nei romanzi è presente ma mai davvero esplorato sul piano emotivo.

La serie inserisce inoltre riferimenti più storici del previsto: il personaggio di Brooke, nella realtà, era davvero un avventuriero britannico che governò il Sarawak e combatté i pirati del Borneo. Vederlo diventare il rivale in amore di Sandokan è una scelta narrativa audace, ma perfettamente coerente con l’intento della serie di fondere mito e realtà in un racconto più contemporaneo.

E non si può non parlare del lavoro di Alessandro Preziosi come Yanez: un personaggio profondamente diverso rispetto alla sua incarnazione più famosa, qui più spirituale, più segnato dal passato, e con una relazione fraterna con Sandokan molto più accentuata. Gli spettatori dei primi episodi lo hanno percepito come una sorpresa costante, capace di giocare su ironia e malinconia senza perdere la credibilità dell’avventuriero.

I motivi per cui il finale di Sandokan merita la visione

  • Chiude un arco narrativo che ha costruito passo dopo passo la leggenda della Tigre della Malesia.
  • Offre un climax visivo e drammatico che sfrutta al meglio la regia di Jan Maria Michelini e Nicola Abbatangelo.

Riporta il personaggio di Sandokan al centro dell’immaginario collettivo dopo decenni.

Rilancia Salgari presso le nuove generazioni grazie a un approccio moderno e internazionale.

Il bello degli ultimi due episodi è che, oltre alla resa spettacolare, lavorano molto sul peso emotivo delle scelte dei protagonisti. In particolare Marianna, che da semplice “Perla di Labuan” diventa figura centrale del conflitto morale tra colonialismo, giustizia e libertà. Una trasformazione che rende questo finale molto più sfaccettato di quanto ci si aspetti da un’avventura televisiva.

Il racconto, inoltre, riesce in un’impresa complicata: dare un senso conclusivo alla stagione pur lasciando spalancate le porte alla seconda, già confermata. La battaglia finale e la nascita ufficiale della leggenda promettono una chiusura epica senza togliere curiosità verso ciò che verrà.

Il ritorno di Sandokan non è solo un fenomeno televisivo: è un recupero identitario di un eroe letterario che, in Italia, ha fatto storia quanto i grandi personaggi della narrativa ottocentesca. L’uso del 4K, la produzione ibrida Italia-Francia, l’attenzione al colonialismo come tema contemporaneo mostrano una volontà precisa: dare nuova dignità a un genere che raramente trova spazio nella televisione generalista europea.

Per chi si è perso l’esordio su Rai 1 o vuole rivivere la tensione del finale con la massima qualità possibile, la serata su Rai 4K è un’occasione d’oro. Tra duelli, rivelazioni, scelte dolorose e un’iconografia avventurosa che strizza l’occhio agli amanti del genere, gli episodi 7 e 8 rappresentano il vero cuore della serie.

Se cercate un’avventura romantica, se amate le storie di eroi imperfetti o se, semplicemente, siete cresciuti con il grido “Sandoooookan!”, la serata televisiva di oggi ha tutte le carte in regola per diventare quella più discussa della settimana.

Quale Sandokan preferisci: il tormentato Yaman o l'epico Bedi?
Can Yaman versione origin story
Kabir Bedi sempre nel cuore
Entrambi per motivi diversi
Non ho visto nessuno dei due
Aspetto la seconda stagione per decidere

Lascia un commento